La previdenza complementare o integrativa è una forma di investimento finalizzata all’erogazione di una pensione integrativa rispetto a quella pubblica e obbligatoria. Nasce dall’esigenza di garantire a tutti i lavoratori, in particolare ai più giovani, un tenore di vita adeguato anche dopo il pensionamento.

Sono forme pensionistiche complementari i fondi preesistenti, i fondi chiusi o di categoria, i fondi aperti, i PIP (piani individuali di previdenza).

previdenza complementare

Il processo di riforma delle pensioni è iniziato nel 1992. Ciò ha gradualmente portato alla diffusione dei Fondi Pensione. In precedenza il sistema pensionistico pubblico era in condizioni di assicurare una prestazione tale da non rendere necessaria una seconda forma di tutela previdenziale.

I destinatari della previdenza complementare sono: i lavoratori dipendenti del settore privato e pubblico, i lavoratori autonomi e i liberi professionisti, i familiari a carico dei lavoratori, tutti coloro che non hanno alcuna forma di reddito, i collaboratori coordinati e continuativi

Le forme pensionistiche complementari rappresentano lo strumento previsto per realizzare la previdenza integrativa, che a differenza di quella obbligatoria è:

  • volontaria (il lavoratore può scegliere se aderire a una forma pensionistica complementare);
  • a capitalizzazione individuale (i versamenti confluiscono in conti individuali intestati ai singoli iscritti e vengono investiti. Al momento dell’età pensionabile prevista dal proprio regime obbligatorio sono restituiti, con i rendimenti maturati, in forma di prestazione pensionistica aggiuntiva e/o capitale);
  • a contribuzione definita (si sa quanto si versa e la prestazione finale dipende dalle somme versate e da quanto ha reso il loro investimento);

L’attuale sistema della previdenza complementare si articola in tre fasi:

  • dei contributi (o fase dell’accumulazione)
  • dei rendimenti (o fase dell’investimento)
  • delle prestazioni(o fase dell’erogazione)

Il finanziamento delle forme di previdenza complementare avviene:

  • con il TFR maturando per i lavoratori dipendenti, oltre ai contributi del datore di lavoro e/o volontari
  • per i lavoratori autonomi, liberi professionisti e imprenditori, mediante contribuzione a carico degli stessi.

E’ prevista la possibilità di finanziare non solo la propria posizione previdenziale ma anche quella dei soggetti fiscalmente a carico.

Il Fondo Pensione Aperto è il programma di risparmio più conveniente sia per i lavoratori dipendenti sia per i lavoratori autonomi. La previdenza complementare gode, infatti, di un regime fiscale privilegiato dalla fase iniziale di contribuzione a quella finale delle prestazioni. 

I contributi versati alle forme di previdenza complementare dal lavoratore e dal datore di lavoro sono deducibili dal reddito complessivo dichiarato ai fini Irpef per un importo non superiore a 5.164,57 euro. La deduzione è ammessa a prescindere da chi effettua il versamento o dalla tipologia di reddito da egli prodotta e sia che si tratti di contributi volontari che di contributi dovuti in base a contratti o accordi collettivi, anche aziendali.

Ai fini del computo del limite di 5.164,57 euro si deve tener conto di tutti i versamenti che affluiscono alle forme pensionistiche, collettive e individuali, anche dei contributi versati per i famigliari a carico

Con Azimut Previdenza è possibile personalizzare il proprio piano pensionistico scegliendo tra quattro comparti.

La scelta del comparto deve avvenire in funzione del numero di anni mancanti alla pensione e della propria propensione al rischio. Più si è vicino all’età della pensione, più conviene consolidare la posizione maturata passando ad un comparto con un profilo di rischio più prudente.

Il Fondo pensione aperto Azimut Previdenza sottoscritto in forma collettiva è particolarmente indicato per quelle imprese che decidono di contribuire alla previdenza integrativa dei propri dipendenti attraverso l’adesione collettiva.

Le adesioni collettive sono forme di partecipazione “aggregata” a strumenti di previdenza complementare basate su accordi di categoria, accordi aziendali, accordi fra lavoratori promossi da sindacati firmatari di contratti collettivi nazionali di lavoro. Tali accordi possono essere sottoscritti anche dal datore di lavoro e da uno o più lavoratori (accordi plurimi o plurisoggettivi) e hanno valenza solo per i soggetti che appongono la propria firma, rimangono comunque aperti a nuovi aderenti che vogliano sottoscriverli in un momento successivo.

Aderendo ad un fondo pensione, le aziende mettono a disposizione dei lavoratori uno strumento di pensione integrativa efficiente e competitivo, unitamente ad un accurato servizio di consulenza sia per il dipendente che per l’azienda.

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