Dal 30 giugno 2007 tutti i lavoratori in servizio e tutti quelli assunti successivamente devono scegliere di:

  • Destinare il TFR futuro ad una forma pensionistica complementare
  • Mantenere il TFR futuro presso il datore di lavoro (in tal caso, per i lavoratori di aziende con più di 50 dipendenti, l’intero TFR è trasferito dal datore di lavoro al Fondo Tesoreria dello Stato (gestito dall’INPS).

La scelta di destinazione del TFR futuro ad una forma pensionistica complementare deve essere espressa dal lavoratore attraverso una dichiarazione scritta indirizzata al proprio datore di lavoro con la forma di previdenza complementare prescelta.

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La dichiarazione scritta è necessaria anche nel caso si scelga di mantenere il TFR futuro presso il proprio datore di lavoro.

Alle forme pensionistiche complementari si può contribuire mediante:

  • Il solo TFR
  • I contributi del lavoratore
  • I contributi del datore di lavoro

I VANTAGGI PER LE AZIENDE

Trattenere in Azienda il flusso di liquidità del TFR dei dipendenti è in sostanza una forma di autofinanziamento, ma è anche un costo. Facendo un semplice conteggio 1000 euro di TFR di oggi, se rivalutate al 2% all’anno (va ricordato che il TFR si rivaluta del 75% dell’inflazione più 1,5%) tra 20 anni varranno € 1.456, in percentuale il 45,6% in più del valore iniziale, denaro che dovrà pagare il datore di lavoro.

Quindi per l’Azienda il vantaggio di non trattenere il TFR è rilevante e si quantifica nel risparmio che si può realizzare come sopra indicato.

Mantenere il TFR in azienda comporta inoltre il rischio di esborsi improvvisi, non essendo prevedibile con certezza quando dovrà essere liquidato al lavoratore, e può causare notevoli problemi di carattere finanziario.

Versando il TFR alla previdenza complementare l’Azienda gode di alcuni importanti benefici:

  • Dal reddito d’impresa è deducibile un importo pari al 6% dell’ammontare del TFR annualmente destinato alla previdenza complementare per le imprese con meno di 50 addetti; tale importo è ridotto al 4% per le imprese con 50 addetti o più
  • Viene ELIMINATO il contributo al Fondo di Garanzia del TFR presso l’INPS pari allo 0,20% del monte retributivo, con effetto di riduzione del costo del lavoro
  • L’Azienda fruisce inoltre di un taglio degli oneri impropri, ovvero dei contributi per maternità, disoccupazione, che l’Azienda versa a favore dei dipendenti. Tale riduzione, cresciuta nel tempo dallo 0,21% del 2009 fino allo 0,28% dal 2014 in poi; per il 2013 pari allo 0,27%
  • Le contribuzioni del datore di lavoro sono soggette ad un contributo previdenziale inferiore pari al 10% anziché del 23,81%
  • La quota TFR destinata alla previdenza complementare è esonerata dall’obbligo della rivalutazione (1,50% + 75% indice Istat = 2012 3,75%)

L’ACCORDO PLURISOGGETTIVO

E’ una scrittura privata tra Azienda e lavoratore/i che consente di applicare, tra l’altro, le stesse condizioni di immediata riscattabilità dei fondi chiusi in caso di cessazione del rapporto di lavoro.

LA MISURA DELLA CONTRIBUZIONE

  • Il conferimento del TFR è sempre e comunque obbligatorio in caso di adesione del lavoratore
  • I contributi del datore di lavoro e del lavoratore dipendono esclusivamente da una negoziazione tra Azienda e dipendenti

Anche un singolo lavoratore potrà chiedere al proprio datore di lavoro di sottoscrivere un plurisoggettivo al fine di poter ritirare al momento della cessazione l’importo maturato al netto delle imposte.
Un vantaggio non da poco !!!

Il Fondo pensione aperto Azimut Previdenza sottoscritto in forma collettiva è particolarmente indicato per quelle imprese che decidono di contribuire alla previdenza integrativa dei propri dipendenti attraverso l’adesione collettiva.

Le adesioni collettive sono forme di partecipazione “aggregata” a strumenti di previdenza complementare basate su accordi di categoria, accordi aziendali, accordi fra lavoratori promossi da sindacati firmatari di contratti collettivi nazionali di lavoro. Tali accordi possono essere sottoscritti anche dal datore di lavoro e da uno o più lavoratori (accordi plurimi o plurisoggettivi) e hanno valenza solo per i soggetti che appongono la propria firma, rimangono comunque aperti a nuovi aderenti che vogliano sottoscriverli in un momento successivo.

Aderendo ad un fondo pensione, le aziende mettono a disposizione dei lavoratori uno strumento di pensione integrativa efficiente e competitivo, unitamente ad un accurato servizio di consulenza sia per il dipendente che per l’azienda.

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